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lunedì 26 luglio 2010

uscita del 17-18/7/2010

Allora, sebbene sia passata una settimana abbondante ormai e già qualcuno è di nuovo partito alla volta del campo, approfitto per scrivere rendendo partecipe anche la nostra cara capo fuoco di come è andata la nostra uscita/miniroute (anche se non molto mini in quanto a fatica) che si è tenuta sabato 17 e domenica 18 luglio.
Dunque questa volta eravamo ben 8 persone, un aumento del 33,3% di presenze rispetto all'ultima uscita, ma si può ancora migliorare!
Partenza (purtroppo) all'alba delle 6;30, e faceva già caldo, anzi si sudava quasi copiosamente. Arriviamo alla piazzola di partenza verso le 9:30 se non erro e, mentre i capi recuperano la Michela e lasciano giù la seconda macchina alla fine del percorso, prepariamo un bel caffè e smistiamo la spesa e le tende nei vari zaini. Quando finalmente è tutto pronto incominciamo l'ascesa, che si presenta fin dal principio piuttosto ardua, ma che ovviamente è destinata a peggiorare assai.
Tra una pausa e l'altra giungiamo al rifugio Giaff, prima sosta, e attendiamo le 11:00 (o le 12:00) per suonare la campanella della piccola cappella del posto, poi, rimessi gli zaini sulle spalle iniziamo a salire verso la prima forcella.
Seguendo il passo inarrestabile e costante della Cristina conquistiamo la forcella verso le 14:30 e prepariamo i nostri mitici hamburger, anche se per questioni meteorologiche decidiamo poi di farne solamente 1 a testa per giungere alla casera prima dell'acquazzone.
Quindi la amata/odiata discesa ci porta appunto alla Casera Val Binon, gestita da due simpatici uomini e dal cagnolino dove piantiamo le tende esattamente nel momento in cui inizia a piovere e poi magicamente smette quando l'ultimo picchetto è stato fissato.
Alla sera mangiamo l'ottima zuppa con fagioli e legumi vari, condita con olio istriano e contornata dal secondo hamburger, abbiamo persino il sottofondo musicale della compagnia di friulani che ha deciso di cantare l'intero repertorio di canzoni più o meno note a squarciagola e fino a tarda notte (disturbando il nostro meritato riposo).
Ebbene la sera dopo un piccolo periodo postcena comatoso e una breve preghiera e lettura di un passo di Alzaia di Erri De Luca ci corichiamo, ignari della calamità naturale che sta per abbattersi su di noi.
Infatti nel pieno della notte arriva il classico temporale friulano, con la piccola differenza che questo arrivava dopo settimane di caldo estremo e quindi era bello tosto....l'acqua si riversa a ettolitri e i fulmini illuminano quasi incessantemente il cielo cupo, la tenda è scossa e piegata drasticamente dal vento e, dulcis in fundo, l'imposta della casera continua a sbattere. Ovviamente entra un po' di acqua in tenda, soprattutto nella zona del mio stuoino e quello di Ale, ma niente di così drastico da impedirci di riprendere a dormire fino alle 9 (sottolineo l'orario) dopo che il peggio è passato.
Finalmente ci alziamo, smontiamo le tende, prepariamo gli zaini, facciamo colazione e ripartiamo alla volta di Camporosso e di altre due forcelle (l'ultima delle quali denominata dell'Inferno, e conquistata dal sottoscritto per primo modestamente). Ovviamente dopo questi valichi ci aspetta solo una lunga e interminabile discesa spaccaginocchia. Mangiamo al rifugio che sarebbe dovuto distare solo 20 minuti di cammino dal passo, ma che per essere raggiunto ci ha fatto impiegare un'ora e mezza, dopo di che scendiamo ad Andrazza e ci apprestiamo a partecipare alla messa accompagnata dalle opere di un simpatico organista.
Infine torniamo a s.Zeno dove in Assenza di Don Luca è stata organizzata una sagra paesana (mai visto prima un episodio del genere laggiù), perciò optiamo per mangiarci una bella pizza a casa di Stefano e poi tanti saluti e buonanotte!

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