Scusatemi per la prolungata assenza, sono state giornate molto impegnate, una settimana, la scorsa, d laboratorio dalle otto e mezza di mattina alle nove e mezza dieci di sera, con pranzo davanti al computer per ottimizzare il tempo. Ora sembra che il grosso del lavoro sia passato...quello fisico almeno...ora è tempo di far girare i neuroni (e la cosa mi spaventa!) e trovare un senso a tutti questi numeri e grafici che vada al di là della semplice estetica! Come vi anticipavo, sono tornato a Baltimora, sono stato lì per due settimana circa a creare tutta una serie di grafici dai dati che avevo ottenuto i mesi scorsi in laboratorio, ho fatto il punto della situazione con la prof, poi lei è partita per l'Italia. Io mi sono concesso due giorni turistici prima di tornare a Bethlehem per fare queste analisi che mi hanno portato a vivere in laboratorio quest'ultima settimana. Sabato scorso sono venuti a trovarmi Enrico, il ragazzo di Napoli con cui vivevo, e Tsering, un tibetano che sta facendo un master a Bethlehem. Un ragazzo davvero incredibile, con una storia alle spalle che mi ha fatto molto pensare sulla stupidità delle leggi e dei protocolli di fronte all'uomo. Lui è tibetano appunto, e sappiamo bene la situazione dei tibetani in Nepal e India...la sua famiglia è fuggita in India e lì ha vissuto per parecchi anni prima di entrare in un programma per rifugiati politici appartenenti a minoranze etniche e avere la possibilità di andare negli Stati uniti per studiare e conseguire un diploma, un master, una laurea. Benissimo potremmo dire, grandi americani. Peccato che nel regolamento si dica anche che una volta entrato negli Stati Uniti non possa più uscire fino alla conclusione del suo percorso di studi. 3 anni senza poter rivedere la propria famiglia (un viaggio negli Stati Uniti non è proprio un viaggio low cost per una famiglia nepalese)...questo mi ha fatto ancor più riflettere sulla tanto declamata democrazia americana...facile essere democratici dettando legge! Comunque, riflessioni filosofiche a parte, sabato pomeriggio scorso l'abbiamo passato a girare per la zona del porto di Baltimora, il centro più movimentato della città, davvero carino. Musei, locali, un sacco di gente, esibizioni in strada di musicisti, artisti, predicatori più o meno assurdi...insomma, l'America dei film è proprio vera!
Domenica ci siamo alzati di buon'ora e siamo andati a visitare Washington...o meglio, l'area del Campidoglio, Casa Bianca e musei vari. Washington è una bellissima città, davvero, e l'area del Campidoglio è un qualcosa di incredibile. Un viale enorme costituito da due strade ed un parco al centro che si estende per due miglia (3 km e mezzo circa, poco più). Musei per metà del percorso, a destra e sinistra, tutti gratuiti, enormi, interattivi, dove davvero entri e ti innamori delle cose che vedi. Di sicuro, rispetto ai nostri polverosi e, spesso, vecchi musei, qui le esposizioni sono valorizzate e cercano di colpire l'utente con domande, quiz, giochi, pannelli esplicativi molto ben fatti, un modo di esporre che va a ricostruire ambienti e situazioni, trasportandoti davvero in altri tempi e dimensioni. Quindi via con l'orto botanico, dove c'è la serra che ti fa entrare nella giungla tropicale, passando per il deserto fino ad arrivare alle faune hawaiiane; poi uscire per andare ad immergersi nella storia dei nativi americani...non solo i pellerossa dei film di Sergio Leone e dei fumetti di Tex Willer, ma anche gli Inuit dell'Alaska e tutte le tribù del centro America...rivivere la loro storia, il ciclo della vita, le loro esperienze e le loro conquiste prima dell'arrivo dell'uomo bianco, combattere con loro l'invasione, resistere e scoprire quanta storia nascosta ci sia in un questo continente. E ancora, un tuffo nel mare per lasciarsi trasportare dalle grandi correnti oceaniche nel museo di storia naturale, nuotare al fianco di otarie e i giganti degli abissi, scoprire quanto siamo legati, come mammiferi, a leoni, zebre, giraffe, saltare con i canguri in Australia e strisciare tra i serpenti indiani. Quindi uscire, di nuovo all'aria aperta, per andare ad osservare il maestoso obelisco monumento a George Washington, camminare di fronte alla casa bianca immaginando di essere a poche centinaia di metri dall'uomo più potente del mondo, fermarsi a pensare alle atrocità della guerra nel monumento in onore ai caduti americani nella seconda guerra mondiale...e pensare anche, almeno è quanto mi è venuto in mente, al loro orgoglio, spinto al limite, una presunzione piuttosto, di essere i portatori della pace e della democrazia, nonostante il ruolo sicuramente importante che hanno giocato e continuano a giocare negli equilibri mondiali. Per arrivare, con molta emozione, a quel monumento ab Abraham Lincoln, da dove sono stati pronunciati alcuni tra i più grandi discorsi della storia..."I have a dream" è stato pronunciato qui, le immagini di Martin Luther King Jr. sono ovunque...e ti accorgi che una fetta importante della storia moderna è stata vissuta dove stai poggiando i piedi...ed immagini questo parco pieno di gente, senti l'orgoglio di poter vivere senza pregiudizi, con la sola convinzione di essere un essere umano e nulla più.
Di tutto questo mi resta l'esperienza indelebile, e poche immagini che posso condividere con voi, oltre a tanti racconti che spero di poter condividere attorno ad un fuoco...per intanto, buona visione e...a presto (ormai anche fisicamente!!)
Ale
....emozionante....polveroso....commovente....come sempre avvincenti i tuoi racconti!
RispondiEliminaA presto
cavolo, ale... che voglia di venire in America! devi assolutamente raccontarmi quando torni! la capitale deve essere realmente un luogo palpitante di emozioni, di idee, di storia...
RispondiEliminaalla fine quando torni?
io sto partendo per la ROSS, quindi non potrò risponderti per una settimana...