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domenica 16 maggio 2010

De Uscitae Chronica

Allora, visti i continui solleciti a scrivere e animare il nostro blog un po' stagnante, mi accingo a comporre la nuova opera: "De Uscitae Chronica"
Premesso che stavolta non farò uso di vocaboli altisonanti etc etc perchè la lucidità cerebrale sta velocemente scemando.
Allora l'uscita inziò come di consueto da S. Zeno (caput mundi), dopo esserci divisi circa equamente le innumerevoli vivande, sufficienti per un gruppo numeroso almeno il doppio del nostro, soprattutto per quanto riguarda i tortellini, e dopo aver lasciato 1 kg di polenta e 1 pandoro a Don Luca (per fortuna, non so a chi vengano idee così balzane), partimmo alla volta di Cordellon (BL).
Ma ahimè durante il tragitto le leggi fisiche ci furono avverse, e provocarono uno squarcio laterale di copertone, con conseguente sostituzione ruota degna dei grand prix. Superato questo "piccolo" inconveniente le macchine si arrestarono nuovamente, stavolta perchè si era giunti alla meta, davanti a un cimitero e, sistemate (apparentemente n.d.r.) le ultime cose negli zaini partimmi alla volta della Casera del Guardian, altresì detta Rifugio Beta, 1023 m s.l.m..
Ebbene, dopo un piccolo errore di percorso, un'inezia insomma, riuscimmo a conquistare la cima e scoprimmo con enorme rammarico di aver lasciato in macchina un, anzi, il, fornello per cucinare i tortellini. Ma fortunatamente la Beta aveva dotato la sua umile dimora di un caminetto che, grazie all'abilità del mastro fuochista e dei legnaioli, ci permise di far bollire l'acqua in pochissimo tempo.
Ebbene dopo un lauto pasto iniziò il fuoco di bivacco, più o meno intonato, durante il quale venni sottoposto a un giochino alquanto inconsueto e assurdo di cui non dirò altro. Finalmente alle 24 circa, espletate anche le funzioni religiose (e fisiologiche) riuscimmo a coricarci in un angusto stanzino al piano superiore della locanda.
La mattina dopo traumatico risveglio alle 7.30 circa, soprattutto per la Cristina che, illusa dai suoi sogni di essere svegliata con nutella, si ritrovò ad essere destata da un suo (puzzolente) calzino. Ma le sorprese dell'uscita non erano ancora finite, mancava all'appello stavolta un mezzo litro di latte, di cui si sentì molto la mancanza, ma dopo la colazione iniziarono le varie attività che ci fecero dimenticare rapidamente il triste desco.
Le attività in questione erano una veglia (posticipata), un giochino a Rialzo, un'attività sulle competenze non solo tecniche del servizio, attività che furono ripetutamente interrotte da numerosi visitatori, motorizzati e non, che si intrattennero a parlare con noi, talvolta azzardando battute mordaci sull'età del nostro venerando capoclan.
Alla fine però, dopo aver riassettato, per la gioia di Beta, la sua locanda, cominciammo il nostro travagliato ritorno che non mancò di subire ritardi di vario genere che ci costrinsero a rivedere ampiamente l'ammontare di vivande disponibili per il pranzo (terza e ultima delusione).
Infine dopo la messa e un'ultimissima attività in preparazione del campo tornammo indietro a Treviso, sani e salvi, (Golf a parte, s'intende)

3 commenti:

  1. Hahaha, una bella cronaca Giacomo, ora però qualcuno deve dirmi il giochino al quale sei stato sottoposto...scrivo questo rapido commento da casa prima di ripartire alla volta di Bethlehem. Questo weekend, conscio della vostra uscita, ho voluto esservi vicino nello spirito e sono andato in uscita anch'io, sabato al porto di Baltimora e domenica a Washington, per cui un po' di cose da raccontarvi e foto da inserire ne ho....a stasera dunque!

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  2. era un gioco assurdo, meglio che non mi dilunghi qua a descriverlo, anzi, se non lo conosci saremo ben lieti di fartelo sperimentare appena torni così lo potrai "apprezzare" pienamente!

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  3. hai proprio ragione la tua lucidita cerebrale sta SCEMANDO .. e di brutto anche..
    comunque il mio calzino non era puzzolente..
    e ptova a indovinare di chi era la grandiosa idea balzana del pandoro....................

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